E Pio XII disse: «Sii fiero di essere ebreo!»

Lo studioso William Doino documenta su “Inside the Vatican” nuove testimonianze su Pacelli: ha dato un nome e un volto al racconto pubblicato anonimo sul “Palestine Post” in tempo di guerra.

di Andrea Tornielli, da Vatican Insider (12/02/2012)

La testimonianza era stata ripescata da qualche anno, dopo un attento esame delle raccolte del Palestine Post, il quotidiano ebraico in lingua inglese poi trasformatosi del Jerusalem Post. In un articolo – anonimo – un ebreo raccontava di un’udienza avvenuta in Vaticano in tempo di guerra: l’uomo, riuscito a fuggire dalla Germania, aveva potuto avvicinare Pio XII. La circostanza non deve sorprendere: le udienze allora si svolgevano in modo diverso da come avviene oggi: le porte del Vaticano venivano aperte e i corridoi del palazzo apostolico si riempivano di gente che in fila, con pazienza, attendeva il passaggio del Pontefice per baciargli l’anello e scambiare qualche parola.

Il 28 aprile 1944, sul Palestine Post, veniva pubblicato un articolo intitolato «Un’udienza papale in tempo di guerra». Un giovane ebreo raccontava di aver potuto, tre anni prima, incontrare il Papa grazie a un prete tedesco. Nel 1941, dopo essere riuscito a fuggire dalla Germania, era entrato nel palazzo apostolico pieno di paura, vista la presenza all’udienza anche qualche militare tedesco, ma aveva potuto parlare con Pio XII per qualche minuto, raccontandogli della situazione di cinquecento rifugiati ebrei che vivevano di stenti nell’isola di Rodi, internati e tenuti prigionieri dall’esercito italiano e che dovevano essere consegnati ai tedeschi.

Dopo aver detto al Pontefice chi era, si era sentito rispondere: «Hai fatto bene, amico mio ebreo, a venire da me a parlarmi di che cosa sta accadendo in quelle isole. Avevo sentito già qualcosa al riguardo. Puoi tornare qui, figlio mio, nei prossimi giorni con un rapporto scritto e lasciarlo al mio Segretario di Stato che si sta occupando di questo particolare problema dei rifugiati? Ma ora ti dico, mio giovane amico: tu sei ebreo. Io so bene che cosa significa di questi tempi. Io spero che tu possa sempre essere orgoglioso di essere un ebreo!».

Quindi, alzando la voce in modo che anche coloro che erano vicino potessero sentire con maggiore chiarezza, Pio XII disse: «Figlio mio, se tu vali di più degli altri, solo Dio lo sa, ma credimi, tu vali davanti a Dio almeno quanto ogni altro essere umano che vive sulla terra. E ora, amico mio ebreo, vai in pace con la protezione di Dio Onnipotente e non dimenticarlo mai: sii fiero di essere ebreo!».

Lo studioso americano William Doino, autore di vari saggi e scritti sulla figura di Pio XII, nell’ultimo numero della rivista Inside the Vatican ha potuto dare un nome e un volto a questo testimone. Si tratta dell’ebreo di origini tedesche Heinz Wisla, che all’epoca dell’udienza aveva 21 anni. Nei suoi scritti dell’inverno 1941-1942, Wisla attesta che fu grazie all’intervento personale del Pontefice che la Croce Rossa intervenne per salvare gli ebrei internati facendoli andar via dall’isola e portarli in Italia. Si tratta dell’ennesima testimonianza che attesta l’atteggiamento e l’operato di Pio XII, a torto ritenuto da certa pubblicistica come un Papa «antisemita».

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