Pacelli segretario di Stato di Pio XI contro Hitler

Dall’archivio del primate di Spagna Gomá nuove testimonianze dell’impegno anti-nazista di Pio XII.

di Giuseppe Brienza, da Vatican Insider (16/05/2012)

Sul carattere sistematicamente contrario all’ideologia ed alla politica nazionalsocialiste dell’intero pontificato di Pio XII (1939-1958), in risposta al celebre saggio dello storico inglese John Cornwell, che lo definì invece il “Papa di Hitler” (cfr. Hitler’s Pope: The Secret History of Pius XII, Penguin, Londra 1999, 2a edizione: 2008), ha già scritto una ampia e documentata confutazione il rabbino americano David G. Dalin (cfr. The Myth of Hitler’s Pope. How Pope Pius XII Rescued Jews from the Nazis, Regnery Publishing, Washington, 2005). Sull’avversione di Pacelli al regime hitleriano fin da quando, a partire dal 1930, fu nominato cardinale segretario di Stato di Pio XI (1922-1939), mancavano invece documentazioni inoppugnabili come quelle contenute nei tredici volumi dell’archivio del cardinale Isidro Gomá (1869-1940), primate di Spagna durante gli anni Trenta, presentati il 26 aprile scorso all’Archivio Storico Nazionale di Madrid.

Uno dei curatori di questa enorme raccolta inedita di documenti, José Andrés Gallego, professore di ricerca presso il “Consiglio Superiore per la Ricerca Scientifica” (“CSIC” nell’acronimo spagnolo- “Consejo Superior de Investigaciones Científicas”), ha categoricamente affermato in una recente intervista: “Non ci aspettavamo di trovare tante testimonianze del cardinale Pacelli contro il nazismo” (cit. in Nieves San Martín, L’archivio del cardinale Gomá e la Guerra Civile spagnola, in “Zenit”, 26 aprile 2012).

Era molto che si attendeva l’apertura e la messa a disposizione per gli studiosi dell’archivio del cardinale Gomá, un fondo di varie migliaia di documenti, fra i quali in più di dieci anni i due curatori spagnoli della monumentale opera pubblicata dal CSIC hanno operato una selezione giunta a termine con il tredicesimo volume, di quasi 500 pagine, inerente il solo periodo gennaio-marzo 1939 [cfr. José Andrés Gallego-Antón M. Pazos (a cura di), Archivo Gomá: documentos de la Guerra Civil, Madrid 2010].

Abbondano nella documentazione di Gomá, le testimonianze esplicite della posizione contraria al nazionalsocialismo del cardinale Pacelli. In particolare, assieme al cardinale Giuseppe Pizzardo (1877-1970), allora Sostituto del Segretario di Stato, card. Pietro Gasparri (1852-1934), s’impegnò, appunto attraverso Gomá, per garantire la diffusione, da parte di tutti i vescovi spagnoli, dell’enciclica in lingua tedesca “Mit brennender Sorge” (“Con viva ansia”), del 14 marzo 1937, nel quale Pio XI denunciava l’incompatibilità tra i presupposti razzisti e pagani del nazionalsocialismo ed il cattolicesimo.

La questione, ha commentato Gallego, si presentava allora alquanto delicata: “primo, perché i nazisti erano alleati di Franco, secondo, perché la diffusione dell’enciclica coincise con la decisione di Franco di unire Falange e Requeté [termine spagnolo che designò dapprima i volontari del III battaglione carlista che lottarono a fianco delle truppe di Franco durante la guerra civile spagnola e, poi, esteso a indicare tutti i giovani appartenenti al Partito tradizionalista o carlista] in un solo partito e, poiché molti degli uni e degli altri la accettarono malvolentieri, si temeva che l’enciclica venisse interpretata come un rifiuto della Falange; infine, perché c’erano dei vescovi che pensavano – e lo dissero a Gomá, nella corrispondenza privata – che il tema dell’enciclica non aveva nulla a che fare con la Spagna. È stata ritardata per questo, per scegliere il momento migliore. E furono i gesuiti della rivista Razón y fe che costrinsero Gomá ad accelerare la pubblicazione; gli spiegarono che in Razón y fe venivano pubblicate tutte le encicliche del Papa e che non avrebbero fatto alcuna eccezione” (cit. in N. San Martín, art. cit.).

Tale comportamento della rivista “Razón y Fe” (“Ragione e Fede”), pubblicazione corporativa della Compagnia di Gesù in Spagna, analoga all’italiana “La Civiltà Cattolica” appare, allo stesso tempo, significativo per comprendere l’origine e lo svolgimento degli eventi e, paradigmatico del pensiero del clero iberico dell’epoca. “Razón y Fe”, infatti, durante gli anni 1930 aveva elaborato, come ho documentato in un recente studio (cfr. “Il Clero durante la “guerra civile spagnola”: la rivista ‘Razón y Fe’”, in “Nova Historica. Rivista internazionale di storia”, anno X, n. 38, Roma luglio-settembre 2011, pp. 55-73), un’articolata ed incisiva “risposta” della dottrina cattolica alle teorie ed alle prassi rivoluzionarie che, nella Spagna del tempo, erano incarnate dai socialcomunisti, anarchici e massoni promotori degli atti e delle Istituzioni della seconda Repubblica spagnola (1931-1939) ma, altrove, assumevano il volto neopagano del nazionalsocialismo.

Il fatto che “Razón y Fe”, fondata a Madrid nel 1901 con l’incoraggiamento dell’allora “generale” dei gesuiti padre Luis Martín García S.J., (1846-1906), fu l’unica rivista a diffusione nazionale a pubblicare, sebbene oltre un anno dopo la sua uscita, cioè nel maggio 1938, quella  enciclica che, fin dalla sua più corretta traduzione italiana del titolo, “Con viva preoccupazione” (anziché “ansia”), manifestò chiaramente ed ulteriormente l’atteggiamento della Santa Sede di netta disapprovazione riguardo agli eventi ed alle prospettive politiche che, fin dagli anni 1930, si avevano in Germania. 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...