PIO XII, A FIANCO DI TUTTI GLI OPPRESSI

Molte volte abbiamo illustrato l’intervento di Pio XII in favore degli Ebrei perseguitati dal Nazionalsocialismo, azione decisiva per la salvezza di centinaia di migliaia di vittime predestinate, come testimoniano le indagini storiche più serie. Ma papa Pacelli fu anche un grande difensore dei perseguitati dall’altro – non meno terribile – sistema totalitario, il comunismo ateo. Per esempio, quando i carri armati dell’Unione Sovietica invasero l’Ungheria (ottobre 1956), provocando migliaia di morti e soffocando nel sangue la legittima richiesta di libertà da parte di un intero popolo oppresso, Pio XII intervenne in difesa dei perseguitati e per la loro libertà con tre encicliche nel giro di pochissimi giorni: Luctuosissimi Eventus (28 ottobre 1956); Laetamur Admodum (1 novembre 1956); Datis Nuperrime (5 novembre 1956), ove denunciava che «per le città e i villaggi dell’Ungheria scorre di nuovo il sangue generoso dei cittadini che anelano dal profondo dell’animo alla giusta libertà». Si legga il bel libro di Vitaliano Mattioli, L’eredità di Pio XII (Fede & Cultura, 2008). 

da Il Timone (01/2009)

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