Lo storico ebreo Gilbert: «Vaticano e Pio XII salvarono migliaia di ebrei»

La Chiesa cattolica al centro delle operazioni di salvataggio durante la II guerra mondiale.

da UCCR (22/08/2012)

Ormai, a parte il rabbino Riccardo Di Segni e pochi altri, sono davvero numerosi gli storici ebrei a favore dell’operato di Pio XII circa le sorti degli ebrei durante la dittatura nazista.

L’ultimo in ordine cronologico ad esprimersi è stato Martin Gilbert, storico di origine ebraica famoso come biografo ufficiale di Winston Churchill e come uno dei più noti studiosi dell’Olocausto, autore di 72 libri, molti dei quali sull’argomento. Ha dedicato gran parte della sua vita a declassificare i documenti e verificare testimonianze sulla storia ebraica. 

Ha affermato il mese scorso: «Come storico ebreo, ho a lungo sentito il bisogno di rivelare pienamente l’aiuto cristiano agli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale e la storia degli uomini che sono stati coinvolti nel salvataggio». Gilbert ha anche parlato del ruolo del Vaticano e dei suoi rappresentanti: «All’inizio erano soprattutto preoccupati per il destino degli ebrei che si erano convertiti al cristianesimo, ma quando il delitto divenne evidente il Vaticano ha espresso preoccupazione non solo per la loro macellazione, ma  ha incoraggiato i rappresentanti pontifici in Europa a compiere ogni sforzo a favore dei perseguitati».

Cadono dunque le accuse a Pio XII, il quale «ha ritenuto, a mio parere correttamente, che l’intervento diretto avrebbe avuto conseguenze disastrose nelle forme di rappresaglia e un’escalation di persecuzione. Scomunicando Hitler non avrebbe ottenuto altro che aumentare la persecuzione dei cattolici sotto la loro sfera di controllo». Gilbert ha poi raccontato che «sacerdoti e vescovi cattolici hanno lavorato per salvare gli ebrei in ogni paese in cui venivano minacciati, tra cui Francia, Italia e Polonia, paese che era in vigore la pena di morte per coloro che aiutavano gli ebrei». Molti cattolici vennero massacrati per questi aiuti, come accadde alla famiglia Ulma (di cui è stato avviato il processo di beatificazione).

«In Ungheria», ha proseguito lo storico ebreo, «il Nunzio Apostolico Angelo Rotta ha condotto uno sforzo diplomatico tale da salvare oltre un centinaio di migliaia di ebrei. In Francia, la Chiesa cattolica è stata molto attiva nel salvare decine di migliaia di persone e in Italia, chiese e monasteri sono stati i primi a salvare vite umane. Quando le SS vennero a Roma, la Santa Sede prese sotto la sua protezione centinaia di migliaia di ebrei, accogliendoli in Vaticano e incoraggiando nel contempo tutte le istituzioni cattoliche a fare altrettanto». «Grazie a queste iniziative», ha quindi concluso, «meno di un quarto di tutti gli ebrei romani furono imprigionati o deportati. La Chiesa cattolica è stata al centro di questa grande operazione di salvataggio. Io la definisco un’opera sacra».

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