Aprire le clausure per salvare ebrei. Lo volle Pio XII

La verità non ha prezzo. E Tv2000 mette a disposizione gratuitamente in rete il docufilm sul salvataggio di 5mila ebrei nella Roma occupata dai nazisti. Furono ospitati da 200 case religiose di suore di clausura. Lo volle Pio XII. E così il docufilm Lo vuole il Papa smonta l’ennesima leggenda nera sul “Papa di Hitler”.

di Marco Respinti

È il settembre del 1943, i nazionalsocialisti tedeschi occupano Roma. Si scatena la caccia agli ebrei. A partire dal mese di ottobre quei ricercati, non sapendo più a che santo votarsi, chiedono ospitalità alle strutture cattoliche che ancora (e sempre) godono di una sorta d’immunità territoriale di fatto. Ma molti degl’istituti religiosi cui si rivolgono sono monasteri e conventi di clausura; clausura rigida, come si usava all’epoca, inviolabile e insindacabile. Ai superiori e alle superiori si pone un drammatico caso di coscienza: violare il sacro voto per ospitare degli sconosciuti, nemmeno cattolici, con grande pericolo per tutti, oppure rimanere ligi alle promesse senz’alcun rispetto umano?

Il dilemma si fa lacerante, le coscienze si torcono. Dura però poco, perché la risposta giunge in fretta. Le porte della sacra clausura vengono spalancate. Sì, ma chi ha dato il permesso? Qualche frate caritatevole o la tal monaca intenerita? Ne nasce una querelle che per anni inonda d’inchiostro giornali e libri tra polemiche serrate, accuse e smentite, mezze verità e troppe calunnie, e come sempre gran concorso di malizia fattasi talora sicumera nel cercare in tutti i modi di separare il capo supremo della Chiesa Cattolica, l’“arcigno” e “duro” Papa Pio XII, dalla bontà estemporanea di qualche cattolico “fuori dai ranghi” onde cacciare il primo ‒ rinominato “Papa di Hitler” in virtù di una sua inesistente complicità nella Shoah ‒ nell’infermo laico della cristianofobia e salvare i secondi in un improbabile paradiso di buonismo mondano.

Ebbene, dopo decenni d’illazioni e di falsità, penetrate tristemente anche nel mondo cattolico e così vischiose da far rallentare persino il processo di beatificazione di Pio XII, Papa davvero buono anche lui, le clausure di monasteri e conventi sono tornate a riaprirsi offrendo a tutti l’incontrovertibile realtà documentale dei fatti. Lo racconta un importante documentario curato da Antonello Carvigiani e diretto da Andrea Tramontano, Lo vuole il Papa, trasmesso il 2 aprile in prima serata su TV2000, il canale televisivo della Conferenza Episcopale Italiana.

L’ordine di aprire immediatamente le clausure fu dato senza tentennamenti dal Pontefice in persona, che sicuramente dovette anzi superare certe comprensibili resistenza curiali, preoccupate del grande pericolo in cui la Santa Sede veniva così a mettersi. Ci sono le testimonianze, ci sono i documenti conservati nella cronaca del monastero dei Santi Quattro Coronati, nelle note storiche del monastero di Santa Susanna, nel registro della cronaca del monastero di Santa Maria dei Sette Dolori e nel diario di guerra della comunità dell’Istituto di Maria Bambina. Lì è scritto a chiare lettere che fu il Papa a voler concedere l’asilo agli ebrei perseguitati. Seguono addirittura i nomi e i cognomi degli ospitati. Quale rischio abbiano corso quei religiosi e persino il Vicario di Cristo nel mettere tutto per iscritto (quasi presagendo che un giorno sarebbe tornato utile) lo si può solo immaginare, rabbrividendo. Documenti unici, preziosissimi: altre testimonianze tanto esplicite non esistono. In bella calligrafia come si usava un tempo, nella cronaca del monastero dei Santi Quattro Coronati si legge: «In queste dolorose situazioni il Santo Padre vuole salvare i suoi figli, anche gli ebrei, e ordina che nei monasteri si dia ospitalità a questi perseguitati e anche le clausure debbano aderire al desiderio del Sommo Pontefice».

Nei monasteri e nei conventi gli ebrei perseguitati vivevano nascosti. Tutti avevano nomi e documenti falsi, spacciandosi spesso per nipoti o cugini di alti prelati. Qualcuno era giunto al luogo dell’agognato asilo su autovetture di questo o quel cardinale, con relativo salvacondotto. Quando nazisti e fascisti bussavano alle sacre porte volendo investigare, frati e monache tornavano a serrare con fermezza le clausura: non uno riuscì a violarla. «Lo vuole il Papa». All’interno, gli ebrei si nascondevano. Quando uscivano nei chiostri per qualche ora di aria fresca, venivano vestiti da suora per proteggere le proprie identità. Fu una grande epopea, una crociata di carità. 5mila e più persone furono salvate così, ospitate nelle 200 case religiose romane che si aprirono appositamente per loro tra l’ottobre del 1943 e il giugno del 1944. Poi il 4 giugno gli Alleati entrarono nella Città Eterna, e questa storia finì bene.

Purtroppo, però, l’universo mondo che la sera si accomoda davanti al televisore per lo zapping quotidiano forse non sa nemmeno che TV2000 esiste, probabilmente persino molti cattolici. Questo lo sa bene anche la stessa TV2000, che ha dunque scelto di mettere gratuitamente in rete il suo bel documentario affinché tutti, ma proprio tutti non possano mai più dire “io non sapevo” e farsi schiavi dell’orrenda bugia sul Papa fiancheggiatore dei nazisti o comunque pavido. La verità, infatti, non ha prezzo.

© La Nuova Bussola Quotidiana (14/04/2015)

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