“Shades of Truth”, il film su Pio XII piace a ebrei e cattolici

Ristabilire la verità storica fa sempre bene. Pio XII è stato una grande Papa ma l’opinione pubblica non ha la memoria storica e basta che qualcuno, ingiustamente, critichi, tanti si accodano.

Roma, 25 ottobre 2015

Consensi unanimi da parte di ebrei e cattolici alla proiezione del film Shades of Truth di Liana Marabini tenutasi sera a Palazzo Cardinal Cesi di Roma al termine del simposio internazionale, “Le radici ebraiche del Cristianesimo”, a cui ha assistito una vasta e qualificata platea di storici, prelati, illustri studiosi e una folta rappresentanza della comunità ebraica di New York, a Roma per vedere il film che fu accolto in maniera controversa alla sua prima proiezione lo scorso marzo. La pellicola, infatti, è una sorta di film-inchiesta che ristabilisce la verità storica sulla figura di Pio XII, per anni considerato il “Papa di Hitler” e che, in realtà, ha salvato centinaia di migliaia di ebrei.

La proiezione del film è stata preceduta da un simposio internazionale, “Le radici ebraiche del Cristianesimo”, moderato da Antonio Gaspari, direttore dell’agenzia cattolica Zenit. Tra i relatori anche l’industriale ebreo americano Gary Krupp, fondatore di Pave the Way Foundation, e Yuval Lapide, esegeta israeliano e figlio di Pinchas Lapide, autore del libro Three Popes and the Jews e console d’Israele in Italia durante il pontificato di Pio XII.

Il simposio è stato aperto dal Cardinale Velasio De Paolis, che ha fatto una lettura approfondita della dichiarazione che il Concilio Vaticano II ha emanato, cinquant’anni fa, sulla Chiesa cattolica e le relazioni con le religioni non cristiane: Nostra Aetate.

Yuval Lapide ha analizzato l’enorme sforzo che la Chiesa cattolica in generale, e Pio XII in particolare, hanno fatto per salvare tanti ebrei dalla follia omicida nazista.

Gary Krupp ha passato poi in rassegna la mole di documenti, pubblici e privati, che dimostrano senza ombra di dubbio il ruolo salvatore della Chiesa.

Monsignor Bernard Ardurra, presidente della Pontificia Commissione di Scienze Storiche, ha raccontato la storia di due vescovi francesi che hanno salvato tanti ebrei.

img450-700_dettaglio2_sfumature-di-veritAl termine del simposio, organizzato da Liamar Editions, è stato proiettato il film Shades of Truth, presentato nella sua edizione finale dopo un montaggio durato otto mesi, che ha ricevuto un lungo applauso da parte del pubblico. «A marzo, quando lo abbiamo presentato per la prima volta, eravamo legati alla data dell’anniversario di Pio XII, il 2 marzo», spiega la regista Liana Marabini. «Ma in quella data, il film era ancora in post-produzione, quindi molti aspetti tecnici non erano definitivi. Oggi, a sei mesi di distanza, a produzione finita e con la firma di numerosi contratti di distribuzione conclusi, dopo il successo del Festival di Cannes, possiamo dichiararci soddisfatti. Sono felice di avere fatto questo film – aggiunge – è il mio contributo alla storia di un grande uomo di Chiesa, che aveva una qualità che ogni prete dovrebbe avere: il coraggio».

Giudizi unanimi e molto positivi da parte dei presenti: se Gary Krupp confessa di aver pianto quando il protagonista realizza, alla fine del film, che per tuta la vita aveva sbagliato nel considerare Pio XII complice dei nazisti, il Cardinale Velasio De Paolis dà un giudizio nettamente positivo: «È un bel film, emozionante e che mostra una verità storica incontestabile». Importante e molto significativa l’opinione di Yuval Lapide, figlio di Pinchas Lapide, console d’Israele in Italia durante il pontificato di Pio XII, che afferma: «Liana Marabini ha realizzato un film di grande valore, facendo capire a un largo pubblico la grandezza di Pio XII e della sua azione a favore degli ebrei».

Il percorso cinematografico di Shades of Truth proseguirà ora anche in Nord America e in Medio Oriente grazie a Herbert Lillienfeld, proprietario di 320 cinema e teatri negli Stati Uniti, Canada e Israele, venuto da New York per seguire il simposio e assistere alla proiezione del film, che si dice colpito dalla potenza della pellicola che proietterà nei suoi cinema.

Fonte: ilfoglio.it

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