Eugenio Pacelli (Pio XII). A centoquarant’anni dalla nascita

Quattordici decenni fa, il 2 marzo 1876, nasceva a Roma Eugenio Pacelli, futuro Papa Pio XII.

Di famiglia aristocratica, Giuseppe Giovanni Eugenio Pacelli è nipote di Marcantonio Pacelli, futuro fondatore de L’Osservatore Romano. Laureatosi in Giurisprudenza (in utroque iure, ovvero sia in Diritto civile sia in Diritto canonico) nel 1902, già ordinato sacerdote tre anni avanti, dal 1904 al 1916 è assistente del Cardinal Pietro Gasparri (futuro Segretario di Stato vaticano).

Grazie anche alla posizione della sua famiglia, intraprende la carriera diplomatica. Nel 1911 diventa sottosegretario e, tre anni dopo, poco prima dello scoppio della Prima guerra mondiale, Segretario agli Affari Straordinari di Stato. Nel 1917 Benedetto XV lo nomina Nunzio Apostolico in Baviera e, nel 1920, nella Repubblica di Weimar. Nominato Cardinale da Pio XI alla fine del ’29, Segretario di Stato dal ‘30 al ’38, grazie al suo operato la Santa Sede negozia numerosi concordati a sostegno di iniziative cattoliche come scuole e ospedali in molti Paesi europei. Nel ’33, a Roma viene anche firmato un concordato con la Germania, all’epoca guidata dal neoeletto Cancelliere Adolf Hitler. Tale avvenimento provocò numerose discussioni e controversie, per via del riconoscimento internazionale che, in questo modo, veniva dato al regime nazista. Tuttavia i rapporti tra Chiesa e nazismo saranno piuttosto tesi: nel ‘37 la Chiesa condannerà pubblicamente l’ideologia nazista con l’enciclica di Pio XI Mit Brennender Sorge.

Dopo la morte di Pio XI, Eugenio Pacelli viene eletto Papa il 2 marzo 1939 (nel giorno del suo sessantatreesimo compleanno), assumendo il nome di Pio XII. Secondo alcuni, una nomina scontata, in quanto leggenda voleva che il Cardinal Pacelli, persona colta ed affermata in tutto il mondo come stretto e fedele collaboratore di Pio XI avesse “studiato da Papa fin da piccolo”.

Fin da subito, il nuovo Papa si preoccupa di provare a contenere i forti venti di guerra che soffiano sull’Europa (“Nulla è perduto con la pace. Tutto può esserlo con la guerra” fu il suo appello, purtroppo inascoltato).

Con il governo italiano mantiene buoni rapporti che, tuttavia, non basteranno a distogliere il regime fascista dai suoi obiettivi. Per non aver preso una posizione netta contro lo sterminio degli ebrei perpetrato dai nazisti verrà a lungo criticato, anche se, durante la guerra, la Chiesa proteggerà le vittime delle persecuzioni razziali facilitando la fuga dei rifugiati e lo stesso Pio XII organizzerà in Vaticano un ufficio d’informazioni per i prigionieri e i dispersi, accoglierà in Vaticano i rappresentanti dei partiti oppositori del regime, si adopera attivamente in difesa degli ebrei e dichiarerà Roma “città aperta”.

Dopo il conflitto Pio XII lotta per tenere l’Italia lontana da idee comuniste e nel ’48, con il suo aiuto e con il supporto dell’Azione Cattolica, la Democrazia Cristiana vince le elezioni dopo una campagna all’insegna dell’anticomunismo. Nel ’49 minaccia di scomunicare i cattolici che si iscrivono al Partito Comunista Italiano e, in seguito alle persecuzioni contro la Chiesa nei Paesi dell’Europa dell’Est, scomunica i capi dei governi di Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia e Jugoslavia. Nel luglio del ’58 ordina Vescovo ausiliario di Cracovia l’allora trentottenne Karol Wojtjla, futuro Arcivescovo di Cracovia nel ’64, Cardinale nel ’67 e Papa Giovanni Paolo II nell’ottobre del ’78.

Per quanto riguarda la religione, Pio XII, nel corso del suo pontificato, pur lasciando fondamentalmente ai princìpi la loro immutabilità, ne ha rivisto molti aspetti, aggiornando opportunamente le questioni morali e disciplinari, al fine di adeguarne la formulazione esterna ai progressi tecnici e scientifici.

Eugenio Pacelli muore il 9 ottobre 1958, all’età di ottantadue anni. Gli succederà Angelo Roncalli, che verrà eletto il 28 ottobre e diventerà Papa Giovanni XXIII.

FONTE: agrpress.it

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