Così Hitler voleva rapire papa Pio XII. «Soffiata» di 007 inglesi bloccò piano

La rivelazione de L’Osservatore Romano: il Führer aveva progetto per «catturare e deportare Pacelli e metterlo sotto la sua «alta protezione». L’intelligence britannica ebbe sentore del blitz e allertò Montini. La squadra speciale degli Alleati.

di Alessandro Fulloni (08-07-2016)

Un piano sventato dagli 007 britannici e quei nazisti a Roma — lecito immaginare il colonnello Eugene Dollmann, poi collaboratore della CIA — inorriditi da quel folle progetto di rapire Pio XII. Dal Vaticano giungono nuove rivelazioni sul fatto che Adolf Hitler avesse architettato un piano per rapire papa Pacelli, durante la Seconda guerra mondiale, e portarlo in Germania. Dopo decenni di voci e indiscrezioni sulla vicenda, i dettagli del «diabolico piano» sono stati resi noti per la prima volta in questi giorni da L’Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede. Si intitola Quella notte del 1944 l’articolo che riporta uno scritto, da poco rinvenuto, di Antonio Nogara (1918-2014), figlio dell’ex direttore dei Musei Vaticani, Bartolomeo Nogara: «un’importante testimonianza di prima mano sul progettato sequestro di Pio XII da parte dei nazisti durante il terribile inverno dell’occupazione di Roma», scrive il giornale diretto da Gian Maria Vian. Vi si racconta di quando l’allora monsignor Giovanni Battista Montini (poi Papa Paolo VI) si presentò una notte d’inverno del 1944, tra fine gennaio e inizio febbraio, nella loro abitazione, in cerca del padre, direttore dei Musei, per avvertirlo di quanto rivelato dell’intelligence militare britannica.

«Breve conciliabolo riservato»

Racconta Nogara che «dopo un breve conciliabolo riservato» i due uscirono frettolosamente. Il giorno dopo Bartolomeo Nogara raccontò al figlio Antonio che l’ambasciatore del Regno Unito Francis d’Arcy Osborne e l’incaricato degli Stati Uniti Harold Tittmann «avevano avvertito monsignor Montini» di aver avuto notizia dai rispettivi servizi d’intelligence militari, «di un avanzato piano superiore» dei nazisti per «la cattura e la deportazione del Santo Padre», «col pretesto di porlo in sicurezza “sotto l’alta protezione” del Fuhrer». «Nel qual caso, ritenuto imminente – aggiunge Nogara -, le forze alleate sarebbero immediatamente intervenute per bloccare l’operazione, anche con sbarchi a nord di Roma e lancio di paracadutisti. Occorreva pertanto apprestare subito un rifugio segreto ove rendere irreperibile il Santo Padre per il tempo strettamente necessario, due o tre giorni, all’intervento militare».

Il piano per nascondere Pacelli

Secondo il resoconto, i due uomini a quel punto optarono per nascondere il Papa nella Torre dei Venti che si erge sopra un’ala della Biblioteca Vaticana e dell’Archivio Segreto. Qui «sarebbe dovuto rimanere nascosto per due o tre giorni fino all’arrivo di una squadra speciale delle forze Alleate» che sarebbero giunte in paracadute per salvarlo. Così «il folle piano non fu mai attuato», scongiurato anche «grazie alle prese di posizione interne delle autorità diplomatiche tedesche a Roma» che comprendevano gli effetti negativi che avrebbe avuto sulle popolazioni cattoliche. Il testo scritto da Antonio Nogara e pubblicato ora da L’Osservatore Romano è stato scoperto solo dopo la sua morte, avvenuta nel 2014. Non è chiaro chi fossero i nomi di quelle autorità diplomatiche tedesche: ma nulla vieta di ipotizzare Eugen Dollmann, colonnello delle SS che a Roma si prodigò per evitare una rappresaglia ancora più feroce di quella che delle Fosse Ardeatine che seguì all’attentato di via Rasella e che, nel 1945, concordò la rese delle truppe tedesche nel Nord Italia appellandosi al cardinale di Milano, Schuster. Senza contare il suo talento di 007 operativo: fu lui a scoprire il nascondiglio segreto di Mussolini sul Gran Sasso, permettendo il rapimento. Ma subito dopo la resa divenne collaboratore della CIA.

FONTE: corriere.it

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