Francesco contro la leggenda nera su Pio XII: salvò molti ebrei

Papa Francesco è intervenuto nuovamente contro la “leggenda nera” dei presunti silenzi di Pio XII. Lo ha fatto ieri nell’omelia pronunciata a Casa Santa Marta. Ma già altre volte ha parlato in difesa di Papa Pacelli. Il servizio di Sergio Centofanti (qui l’audio):

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale era unanime la gratitudine delle comunità ebraiche per gli interventi di Pio XII in loro favore durante il nazismo. Cambiò tutto con l’uscita, nel 1963, dell’opera teatrale del drammaturgo tedesco Rolf Hochhuth, intitolata Il Vicario, promossa dalla propaganda sovietica per denigrare la figura del Pontefice, scomparso nel 1958, e la Chiesa cattolica in un delicato momento storico. La leggenda nera del silenzio di Papa Pacelli è nata in quell’anno.

Secondo le ultime ricostruzioni si stima che quasi due terzi dei diecimila ebrei presenti a Roma durante l’occupazione nazista della città siano stati aiutati direttamente o indirettamente da Papa Pio XII. In oltre 4mila vennero nascosti nei conventi della capitale, 160 in Vaticano e nelle sedi extraterritoriali. Nel pomeriggio del 16 ottobre 1943, giorno del tragico rastrellamento al Portico d’Ottavia in cui furono deportate mille e settecento persone, 245 ebrei furono liberati dopo un decisivo intervento di Papa Pacelli. Durante l’omelia di ieri a Santa Marta, Francesco ha ricordato che quella fu un’opera di misericordia che coinvolse tutta la Chiesa e che questo significò rischiare di persona. Riascoltiamo le sue parole: “Ma tante volte si rischia. Pensiamo qui, a Roma. In piena guerra: quanti hanno rischiato, incominciando da Pio XII, per nascondere gli ebrei, perché non fossero uccisi, perché non fossero deportati! Rischiavano la pelle! Ma era un opera di misericordia salvare la vita di quella gente! Rischiare”.

Nel giugno del 2014, in un’intervista al giornale spagnolo La Vanguardia, Francesco si era detto molto rammaricato per la campagna denigratoria contro Pio XII. Queste la sua riflessione: “Al povero Pio XII è stato buttato addosso di tutto. Ma bisogna ricordare che prima era visto come il grande difensore degli ebrei. Ne nascose molti nei conventi di Roma e di altre città italiane, e anche nella residenza estiva di Castel Gandolfo. Lì, nella stanza del Papa, sul suo stesso letto, nacquero 42 bambini, figli di ebrei e di altri perseguitati rifugiatisi lì. Non voglio dire che Pio XII non abbia commesso errori – anche io ne commetto molti – ma il suo ruolo va letto nel contesto dell’epoca. Era meglio, per esempio, che non parlasse perché non uccidessero più ebrei o che lo facesse? Voglio anche dire che a volte mi viene un po’ di orticaria esistenziale quando vedo che tutti se la prendono con la Chiesa e con Pio XII e si dimenticano delle grandi potenze. Lo sa che conoscevano perfettamente la rete ferroviaria dei nazisti per portare gli ebrei ai campi di concentramento? Avevano le foto. Ma non bombardarono quei binari. Perché? Sarebbe bene che parlassimo un po’ di tutto”.

Per Papa Eugenio Pacelli è in corso la Causa di Beatificazione, aperta da Paolo VI, mentre Benedetto XVI nel 2009 ne ha riconosciuto l’eroicità delle virtù, proclamandolo quindi Venerabile Servo di Dio.

(fonte: radiovaticana.va)

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