«La vita umana innocente, in qualsiasi condizione si trovi, è sottratta, dal primo istante della sua esistenza, a qualunque diretto attacco volontario. È questo un fondamentale diritto della persona umana, di valore generale nella concezione cristiana della vita; valido così per la vita ancora nascosta nel seno della madre, come per la vita già sbocciata fuori di lei; così contro l’aborto diretto, come contro la diretta occasione del bambino prima, durante e dopo il parto. Per quanto fondata possa essere la distinzione fra quei diversi momenti dello sviluppo della vita nata o non ancora nata per il diritto profano ed ecclesiastico e per alcune conseguenze civili e penali, — secondo la legge morale, si tratta in tutti quei casi di un grave e illecito attentato alla inviolabile vita umana.

Questo principio vale per la vita del bambino, come per quella della madre. Mai e in nessun caso la Chiesa ha insegnato che la vita del bambino deve essere preferita a quella della madre. È erroneo impostare la questione con questa alternativa : o la vita del bambino o quella della madre. No; né la vita della madre, né quella del bambino, possono essere sottoposte a un atto di diretta soppressione. Per l’una parte e per l’altra la esigenza non può essere che una sola: fare ogni sforzo per salvare la vita di ambedue, della madre e del bambino (cfr. Pii XI Encycl. “Casti Connubii”, 31 dec. 1930 – Acta Ap. Sedis vol. 2 2 , pagg. 562-563).

È una delle più belle e nobili aspirazioni della medicina il cercare sempre nuove vie per assicurare la vita di entrambi. Che se, nonostante tutti i progressi della scienza, rimangono ancora, e rimarranno in futuro, casi in cui si debba contare con la morte della madre, quando questa vuol condurre fino alla nascita la vita che porta in sé, e non distruggerla in violazione del comandamento di Dio: non uccidere! — altro non resta all’uomo, che fino all’ultimo momento si sforzerà di aiutare e di salvare, se non d’inchinarsi con rispetto dinanzi alle leggi della natura e alle disposizioni della divina Provvidenza»

VEN. PAPA PIO XII (1939-1958)

(Discorso ai partecipanti al convegno del Fronte della Famiglia e dell’Associazione delle Famiglie, 27-11-1957)

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Pio XII si può dire freddo come può apparire freddo un mistico, un uomo di preghiera, chi vive in una dimensione soprannaturale. In questo senso papa Pacelli era, per tornare a quanto abbiamo detto prima, un uomo disincantato, perché staccato da tante vicende poco importanti. Era infatti l’uomo dell’essenziale, di grande preghiera.

Fiorenzo card. Angelini

«È fuori strada chi vuole restituire all’altare l’antica forma di mensa; chi vuole eliminare dai paramenti liturgici il colore nero; chi vuole escludere dai templi le immagini e le statue sacre; chi vuole cancellare nella raffigurazione del Redentore crocifisso i dolori acerrimi da Lui sofferti; chi ripudia e riprova il canto polifonico anche quando è conforme alle norme emanate dalla Santa Sede».

(Pio XII, Enc. “Mediator Dei”, 20 nov. 1947)

«Supponiamo, caro amico, che il comunismo fosse solo uno degli strumenti più evidenti di sovversione usati contro la Chiesa e le tradizioni della Rivelazione Divina…

Sono preoccupato per il messaggio che ha dato la Beata Vergine a Lucia di Fatima. Questo insistere da parte di Maria, sui pericoli che minacciano la Chiesa è un avvertimento divino contro il suicidio di alterare la Fede, nella sua liturgia, la sua teologia e la sua anima…

Sento tutto intorno a me questi “novatores” che desiderano smantellare la Sacra Cappella, distruggere la fiamma universale della Chiesa, rigettare i suoi ornamenti e farla sentire in colpa per il suo passato storico…

Verrà un giorno in cui il mondo civilizzato negherà il proprio Dio, quando la Chiesa dubiterà come dubitò Pietro. Sarà allora tentata in credere che l’uomo è diventato Dio…

Nelle nostre chiese, i cristiani cercheranno invano la lampada rossa dove Dio li aspetta. Come Maria Maddalena, in lacrime dinanzi alla tomba vuota, si chiederanno: “Dove Lo hanno portato?”»

Cardinale Eugenio Pacelli, quando era Segretario di Stato di Papa Pio XI.

(Citazione riportata nel libro “Pius XII Devant L’Histoire”, pp. 52-53.)

“I ritardi, e qualcuno dice addirittura una rinuncia sine die, credo sia vero che nascono da obiezioni degli ambienti ebraici. Ma io non capisco perché la Chiesa cattolica, apostolica e romana, forte della libertà dello spirito, debba stare a vedere come reagiscono gli ebrei. Se l’obiezione alla santità di Pio XII è quella che gli ebrei non sono d’accordo, ritengo che ognuno di noi, nel suo cuore, possa comunque considerarlo un santo”.

Mons. Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Fonte: riminiduepuntozero.it

Di fronte a tanto disorientamento, a tanto odio, a tante tenebre sta, perennemente vigile, la Chiesa con la sua luce e il suo amore. E nella Chiesa — Noi lo sappiamo — schiere innumerevoli di anime elette sono pronte a qualsiasi impresa, a qualsiasi olocausto, per aiutarla a salvare ancora una volta il mondo. Volete, carissimi giovani, essere voi le avanguardie di un giovanile esercito costruttore? Siete pronti a mostrare il vostro amore alla Chiesa? V’è chi muove loro una guerra terribile con perfida strategia e subdola tattica: volete voi combattere per essa e con essa?

Papa Pio XII (Discorso ai giovani di Azione Cattolica, 5 novembre 1953)